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L’Amaranto

Come riportato su Wikipedia, l’Amaranto è un colore tra il rosso scarlatto e il cremisi (per certi versi accostabile al granata, ma più rossastro), tipico dei fiori dell’Amaranto, pianta ornamentale del genere della famiglia delle Amarantacee con infiorescenze a spiga di colore rosso scuro, comunemente detta erba meraviglia.

Lunga è la tradizione che considera l’amaranto una pianta sacra. Il nome amaranto deriva dal greco amarantos “che non appassisce”. Di qui il significato attribuito ad esso dai Greci di pianta dell’amicizia, della stima reciproca e più in generale espressione di tutti i sentimenti veri che non dovrebbero mai cambiare con il trascorre del tempo in quanto eterni e unici. Nella mitologia greca si narra che le Dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto; in tale contesto l’amaranto era dunque utilizzato per ottenere protezione e benevolenza. Famosa è la favola di Esopo “la Rosa e l’Amaranto” riportata a fondo pagina.

I romani attribuivano all’amaranto il potere di tenere lontana l’invidia e la sventura. Nel periodo ‘600-’800 l’amaranto veniva utilizzato per ornare vestiti e abiti in quanto si pensava fosse in grado di donare benessere fisico.

L’amaranto è anche un seme proveniente dall’America centrale e meridionale, coltivato oggi anche in altre zone del mondo. Si può trovare anche in Italia, dove viene coltivato perlopiu’ come pianta ornamentale.
L’amaranto ha semi piccolissimi, con un alto livello di proteine, forse il più alto tra i cereali: il valore medio è del 16%. Ancora più importante è il fatto che tra le proteine contenute nell’amaranto è presente un notevole livello di lisina, l’aminoacido essenziale il cui limitato contenuto è uno dei motivi per cui il valore biologico delle proteine dei cereali è basso. Tutto questo rende l’amaranto la migliore fonte di proteine tra i cereali.

Alcune belle immagini dell’amaranto possono essere trovate al seguente link, oppure digitando “amaranthus” su un qualsiasi motore di ricerca per immagini (es. Google immagini).

Amaranto è anche un nome di persona. L’onomastico è tradizionalmente festeggiato il 7 novembre in ricordo di Sant’Amaranto, martire francese di Albi (Aquitania, adesso Francia) nel III secolo. Si invoca per guarire dall’abbassamento di stomaco. Con lo stesso nome risultano altri due Santi martiri d’Africa venerati dalla Chiesa al 1º novembre.

Numerose le citazioni dell’amaranto in letteratura come simbolo dell’immortalità. Oltre al già citato Esopo sono da ricordare:

John Milton nel poema epico “Paradiso perduto” (Paradise Lost) del 1667


All’uno e all’altro seggio ossequïosi
Gli angeli s’inchinaron, e per solenne
Atto d’omaggio, al suol gittaro i serti
D’auro tessuti e d’amaranto. – O stelo
Immortal! Tu nel sacro Eden aprivi
Presso la pianta della vita i fiori,
Ma poi che l’uomo trasgredì, migrasti
Ai giardini del cielo, ov’or germogli,
Ove cresci e fiorisci, e il margo inombri
Al fiume della vita e della gioia,
Che volve per lo ciel tra i gigli eterni
L’ambra dell’onde sue. Gli spirti eletti
Si fan delle impassibili tue foglie
Freno alle anella della bionda testa
Intercisa di lampi.

Samuel Taylor Coleridge, nella poesia “Work without Hope” (1825) e il poeta umanista francese Joachim du Bellay “Les Regrets” (XVI secolo).

Anche la musica moderna celebra l’amaranto.
La cantante e musicista irlandese Enya in “Amarantine”, (singolo dall’omonimo album) usa l’aggettivo come sinonimo di eterno o immortale.

Decisamente più rockeggiante il contributo dei Nightwish, gruppo gothic metal finlandese in “Amaranth” (singolo tratto dall’album Dark Passion Play). La canzone fa riferimento al famoso dipinto finlandese “L’angelo Ferito” di Hugo Simberg, eletto dipinto nazionale finlandese nel 2006.